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Sala 2 — La città romana

Il Macellum e le Terme Romane di Fondi

Planimetria Sala II — La città romana

La sala 2 è dedicata al centro storico di Fondi e alle testimonianze archeologiche che raccontano l’organizzazione della città in età romana. I reperti esposti illustrano alcuni dei principali spazi della vita pubblica e quotidiana, tra cui il Macellum, l’antico mercato cittadino, e le Terme Romane, che costituivano un luogo fondamentale di incontro e socialità nella città romana.

Attraverso questi reperti, la sala restituisce uno spaccato della vita urbana nell’antica Fondi, mettendo in luce l’organizzazione degli spazi pubblici e il ruolo centrale che commercio, servizi e luoghi di aggregazione avevano nella quotidianità della città.

Architettura e difesa
nell’antica Fondi: le mura

Le mura di Fondi sono tra gli esempi più significativi del Lazio meridionale. Risalgono alla metà del III sec. a.C. e racchiudono la città dentro un perimetro quadrangolare di circa 1400 metri. La cinta è alta circa quattro metri ed è costruita in opera poligonale, con blocchi calcarei a faccia liscia che combaciano con grande precisione. In alto si vede un rialzo successivo del I sec. a.C., segno di interventi di adeguamento.

Nella cinta muraria si aprono quattro porte — Porta Roma, Porta Napoli, Porta Vescovo e Portella — e all’interno la maglia regolare disegna circa 40 insulae (isolati). La Via Appia attraversa la città come decumano massimo, affiancata all’esterno da una circonvallazione; il cardo massimo incrocia il decumano presso l’antico foro, nell’area dell’attuale chiesa di Santa Maria Assunta.

San Rocco e le Terme Romane,
tra devozione e viaggio

Nel 1504, sulle rovine ormai interrate di un antico edificio romano, l’Universitas (Comune) di Fondi fece costruire una cappella dedicata a San Rocco, invocato contro la peste e protettore dei viandanti, in occasione di una grave epidemia. La chiesa, posta extra moenia (fuori le mura) alla porta della città e lungo la Via Appia, accoglieva chi entrava e usciva da Fondi. L’iscrizione lapidea che vedete sulla parete ricorda proprio questa fondazione “per la Università de Fundi”.

La cappella fu più volte danneggiata e restaurata, fino alla distruzione bellica del 1943–1944 e alla successiva demolizione nel secondo dopoguerra. Negli anni Sessanta, il cantiere per la sua ricostruzione portò alla scoperta, sotto il sedime della chiesa, di un complesso termale romano (fine I sec. a.C. – VI sec. d.C.), in posizione suburbana lungo l’Appia: ambienti riscaldati su suspensurae, vasche e pavimenti in mosaico, uno spazio per il bagno e la sosta dei viaggiatori in transito.

L’epigrafe di San Rocco restituisce la memoria di un luogo stratificato, dove si sovrappongono, nello stesso punto, il balneum romano, il luogo di culto e la città contemporanea.

Il Macellum di Fundi

I blocchi di architrave marmoreo decorati con palmette e motivi vegetali sono la più significativa testimonianza materiale del macellum di Fundi, il principale mercato alimentare coperto della città. Databili alla prima età imperiale (I secolo d.C.), provengono da via Manzoni, in prossimità dell’antico Foro (l’odierna Piazza della Repubblica), dove per consuetudine urbanistica romana si collocava il macellum.

La sua esistenza e importanza sono confermate da due iscrizioni: la prima, rinvenuta nell’area e coeva alla costruzione, ricorda un atto di beneficenza pubblica da parte di un cittadino che ne sostenne le spese [---im]pensa feceru[nt]; la seconda documenta un successivo intervento finanziato da privati (sua pecunia), a conferma del ruolo vitale e duraturo del commercio per la comunità fondana.